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Per Cairano non si può passare, tantomeno per caso, ma ci si deve proprio andare, inoltrarsi, procedere, con piena volontà d’intenti.

La strada lì si ferma, anche se, a onor del vero, chi conosce i luoghi conosce anche il modo di proseguire oltre per raggiungere gli altri paesi confinanti, costeggiando ed attraversando la bassa valle dell’ofanto.

A Cairano, salendo i gradini delle stradine di sassi, si sfiora il cielo e si assiste a un panorama unico. Quando si arriva lassù la fatica della salita, si dissolve. Sì, lassù sulla rupe, il museo dell’aria, (una GRANDE idea di Elda Martino). Una vista dall’alto al basso… un bellissimo tramonto sul lago cosi bello che ti toglie il fiato…

Proprio da li dovrebbe cominciare la visita a Cairano, paese che non si risolve con un giro a piedi la domenica mattina. Cairano è uno di quei luoghi che per essere capito merita tempo e pazienza.

Cairano va assaporata come un piatto di “cingul e sauzicchij” divorata come una pizza di “granriin” o goduta con placida indolenza come un piatto di “cauzunciel”.

Cairano è un paese piccolo, ma forte. E’ forte perché ci sono tanti piccoli legami che creano una trama unica.  è un luogo vivo e vibrante d’emozioni. Ogni scorcio sembra una magnifica cartolina, gli abitanti svelano leggende, aneddoti e curiosità custoditi nella loro memoria.

Se volete, segnatevelo…come meta di una prossima esplorazione!