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Riceviamo da orticalab e pubblichiamo:

Il corto triller di Luigi Borriello ambientato in Irpinia

Legami che attraversano gli anni come un brivido

Il filo rosso col passato è macchiato di sangue ed è intriso di mistero

Ci sono legami che resistono al tempo, ai disastri, agli spostamenti geografici. Ci sono legami che sono più forti quando a determinarli è una tragedia. Gli irpini hanno un particolare legame con la propria terra, non è solo appartenenza, ma è condivisione del dramma. Il terremoto del 1980 segna una censura col passato, una frattura nel corso naturale delle cose e determina la nascita di una memoria collettiva tragica. Attingendo a questo filone interiore e cercando di elaborare attraverso la lettura di genere una vicenda drammatica del passato, il film maker avellinese Luigi Borriello ha ideato e diretto “Legami di sangue”, un corto thriller realizzato in Irpinia lo scorso anno ed oggi pubblicato su youtube.

Protagonisti della vicenda una coppia, un uomo ed una donna. Lui si fa accompagnare in un paese divenuto fantasma all’indomani del sisma a cercare un fantomatico bottino di gioielli chela sua anziana zia, morta sotto il crollo della propria abitazione a causa del terremoto, ha lasciato in un nascondiglio della propria casa. Poiché nessuno è più tornato in quel luogo l’uomo è sicuro di trovare quei gioielli. In realtà troverà il passato con il quale non ha fatto i conti. In quel rudere abbandonato troverà una misteriosa storia familiare ed un legame mai spezzato del quale ignorava l’esistenza. Un legame di sangue, bagnato di sangue.

I due protagonisti sono i bravissimi Maurizio Picariello ed Elena Spiniello del teatro di Gluk. «Conosco da tempo Maurizio ed Elena e conosco la loro professionalità e volevo che questo lavoro fosse di alta qualità e quindi li ho coinvolti». Così è stato, il corto funziona per merito di tutti, la recitazione, il montaggio, la colonna sonora, le inquadrature, la post produzione, le luci, il sonoro. Tutto molto professionale per pochi, ma folgoranti minuti di lavoro. Perché un corto è un corto e deve funzionare in maniera condensata. A vedere questo lavoro verrebbe in mente la possibilità di creare una piccola web series, perché il finale è assolutamente aperto e lascia spazio a molte possibilità, sia di un sequel che un prequel. Perché vengono svelati indizi, ma il mistero resta fitto e la tensione alta. «Volevo fare un corto sui fantasmi, ero ad Avellino per le vacanze la scorsa estate ed ho pensato di girarlo in uno dei tanti paesi ancora segnati dal terremoto. Luigi Borriello, racconta così la nascita di questa idea, realizzata dopo circa un anno dal primo ciak- insieme agli amici e soldali di fumetti e tanto altro Attilio Fasulo e Giuseppe Urciuoli, facemmo un sopralluogo a Conza e Cairano». Ed è lì che è stato girato il corto. Interni a Cairano e parte degli esterni a Conza.

«Il soggetto l’ho scritto io molto di getto- spiega ancora Borriello- forse per questo c’è voluto un anno per finirlo perché a montaggio avvenuto ero molto insoddisfatto del risultato che non aveva la forza che mi aspettavo. Fortunatamente il mio caro amico e collega milanese Riccardo Galimberti, con il quale mi sono confrontato, mi ha dato degli spunti interessanti e praticamente ho ricominciato a montarlo da zero tagliando e rimescolando tutto. Poi, alla fine, grazie anche all’ intuizione di una amica a cui l’avevo fatto vedere in anteprima, ho cambiato il finale che è quello che si vede ora. C’è stato anche un gran lavoro di post produzione e compositing e per la prima volta mi sono avvalso di due sound designer , Paolo Ingraito e Olmo Chitto’».

Orticalab
Giovedì, 20 Giugno 2013

Attenzione: per questo video girato a Cairano e a Conza della Campania, consigliamo la visione a un pubblico adulto o non facilmente impressionabile. Le immagini, infatti, potrebbero essere eccessivamente cruente.