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Carco d’affanni e di voler diversi
torno dopo vent’anni alla casetta
ove fanciullo vissi, ed ecco tersi
i cari volti andar per la stanzetta.

La cappa è fredda e nera e, fra la tela
dei ragni, il nonno guarda arcigno e fuma;
Maria Teresa presso la candela
recide lo stoppin che si consuma;

la mamma vaglia il grano e fa la soma,
mentre racconta del babbo lontano;
Mariuccia col rosario tutti doma;

v’è Giuseppina col telaio in mano;
borbotta Carmelinda e rompe i piatti:
e…passa un topo, e passa il sogno strano.

Florindo Fieri