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Viviamo in un periodo nel quale tutti parlano dei giovani. Nello sport, nell’arte, nella moda, nel cinema, alla televisione, alla radio, sui giornali, le nuove generazioni sono ricercate, interrogate e studiate. Il fenomeno è senza dubbio positivo, perché i problemi dei giovani sono in fondo i problemi di una nuova società, del futuro; ma non bisogna dimenticare gli anziani e soprattutto i vecchi.
I vecchi appartengono alle generazioni dei nonni, al tempo in cui la gioventù era molto meno importante di adesso, e il modello era rappresentato dall’uomo maturo; i giovani dovevano ispirarsi e comportarsi come se fossero degli adulti.
Con lo sconvolgimento delle due ultime guerre, quel mondo è definitivamente crollato: le usanze, le abitudini e le consuetudini di allora ci appaiono lontanissime, come se non fossero passati anni ma secoli. Qualche volta, leggendo un libro o vedendo un film che rievocano quel tempo, ci stupiamo che in pochi anni il mondo sia tanto cambiato. Eppure è più facile che i giovani vadano d’accordo con i vecchi, con nonni, che con i genitori, forse perché dato lo svolgimento dell’ultima storia, le nuove generazioni si sentono spiritualmente più vicine a quelle dei vecchi. Ciò che le accumuna è probabilmente il senso di ribellione e di insofferenza, oppure il fatto che l’uomo invecchiando tende a ridiventare bambino.
Il grande patrimonio dei vecchi, la loro esperienza non deve andare perduto. È vero che le esperienze più valide sono quelle che facciamo personalmente, ma è anche vero che molti errori ci possono essere risparmiati se facciamo tesoro della saggezza altrui.
Inoltre i vecchi stanno lì con la loro presenza, ad ammonirci che un giorno anche noi diventeremo come loro, che vedremo decadere le nostre forze e ci avvieremo lentamente verso il declino. Di conseguenza, il comportamento che terremo verso i vecchi potrà essere quello domani verrà riservato a noi. Un’altra lezione che ci vieni dal conforto con essi e che le differenze di età contano fino ad un certo punto e che la cosa veramente importante è la condizione dello spirito. Si può essere vecchi pur essendo giovani di età, e viceversa; perché ciò che ci fa sentire giovani è la nostra partecipazione alla vita, è la disponibilità del nostro animo verso le nuove idee e verso il futuro. Tanti vecchi che ci stupiscono per la loro aderenza ai problemi moderni, sono in realtà dei giovani di spirito; e viceversa, i giovani che non si interessano a niente e vivono un’esistenza puramente negativa, sono in fondo dei vecchi.

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