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L’IRPINIA
L’Irpinia è un territorio della Campania ubicato nella zona collinare
dell’Appennino Campano e comprendente la provincia di Avellino.
Confina a nord-ovest con la provincia di Benevento, a ovest con la
provincia di Napoli, a sud con la provincia di Salerno, a sud-est con la
Basilicata (provincia di Potenza), a nord-est con la Puglia (provincia di
Foggia). Geograficamente, invece, è compresa tra la catena dei Monti
Picentini a sud-ovest e l’Appennino Campano a nord-est, ed è
attraversata da sud a nord dalle alte valli del fiume Calore e più ad ovest,
parallelamente al primo, del fiume Sabato, che collega idealmente
Avellino a Benevento (che sorge alla confluenza tra i due fiumi); a sud è
delimitata dai corsi dei fiumi Sele (che segna il confine con la provincia
di Salerno) e Ofanto (che costituisce il confine naturale con la Basilicata).

L’ALTA IRPINIA
L’Alta Irpinia comprende i territori più settentrionali ed orientali
della provincia di Avellino, ove i maestosi monti calcarei dei Picentini
cedono posto a modesti rilievi che non superano i 1.000 metri di altezza,
caratterizzati da terreni argillosi, arenacei, intercalati a sabbie e
conglomerati. Sono le zone della Baronia, le colline del Formicoso e il versante
settentrionale dell’Alta Valle dell’Ofanto. I suoi comuni sono: Andretta,
Aquilonia, Bisaccia, Cairano, Calitri, Conza della Campania, Guardia dei
Lombardi, Lacedonia, Lioni, Monteverde, Morra de Sanctis, Rocca San
Felice, Sant’Andrea di Conza , Sant’Angelo dei Lombardi, Teora, Torella
dei Lombardi, Villa Maina. È caratterizzata da numerosi fiumi e torrenti: i principali corsi d’acqua sono l’Ofanto e il Calaggio che scorrono ad oriente verso
l’Adriatico, mentre i fiumi Fredane e Ufita ad ovest portano acqua al
Calore; l’Alta Irpinia si identifica così con le terre appartenenti a queste
quattro valli contrapposte in senso est-ovest, a due a due: l’Alta Valle
dell’Ofanto, quella del Frédane, la Valle del Calaggio e dell’Ufita.
L’Alta Irpinia è una terra non molto antica rispetto al continente.
Essa è infatti emersa solo 3-4 milioni di anni fa, in uno dei cicli più
recenti dell’orogenesi alpina. Alcuni studi geologici hanno provato, infatti,
che circa 5 milioni di anni fa, e precisamente nel Pliocene, l’Alta Irpinia
era ancora sommersa e costituiva un bacino marino poco profondo.
Nel Pliocene si ebbe una grande regressione marina grazie alla
quale si ebbe la deposizione di nuovi sedimenti. Questi, di natura
prettamente argillosa, costituirono la base su cui si sedimentarono in
seguito depositi di minore profondità, di natura prima sabbiosa e
successivamente conglomeratici. Durante la sedimentazione delle rocce che attualmente fanno parte dell’Alta Irpinia, si sono susseguite diverse fasi di sollevamento e abbassamento tettonico, che hanno causato fenomeni di erosione e di accumulo in alcune zone. In questo preciso contesto dunque gli agenti
erosivi hanno modificato notevolmente le aree sommitali, consentendo la
formazione di dolci colline ondulate, facilmente accessibili, ma soggette a
instabilità. Durante il tardo Pliocene, poi, la sedimentazione ebbe termine con
la definitiva emersione dei fondali marini e l’inizio di un nuovo, forte
ciclo erosivo ad opera di agenti atmosferici. L’erosione, attiva per circa 3
milioni di anni, ha avuto luogo sino ad oggi, creando profonde valli e
dando luce alle stratificazioni più antiche, che oggi costituiscono il
substrato agrario dell’Alta Irpinia. I conglomerati del Pliocene terminale,
in seguito a recenti e marcate azioni corrosive, sono stati notevolmente
ridotti: resti di tali formazioni permangono solo in alcune aree a sudest di
Lacedonia.