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Nel secolo scorso anche Cairano come tutta l’Italia, ha pagato il suo tributo alla miseria con il sacrificio di numerosi abitanti che hanno partecipato alla grande emigrazione verso le Americhe o le miniere del Belgio e della Germania. A cavallo tra il XIX e il XX secolo la popolazione di Cairano si era attestata stabilmente intorno alle 1400-1500 persone. Nel 1951, nonostante era da poco finita la seconda guerra mondiale, a Cairano erano ancora presenti 1410 abitanti. Ma a partire dagli anni ’60 per la cronica povertà del meridione, unito al crescente fenomeno di urbanizzazione della società moderna, Cairano ha conosciuto una drastica diminuzione della popolazione ed ha intrapreso una pericolosa china discendente.

Cairano, come tanti altri piccoli borghi dell’Italia, costituisce un patrimonio di valore fondamentale per la salvaguardia della nostra identità storico-culturale. Negli anni sessanta Cairano, con le sue case di pietra e il suo aspetto di borgo arroccato su un’alta collina incarnava a tal punto il modello dell’Italia contadina e rurale di retaggio medioevale, da convincere il regista neorealista Silvio Siano a girarvi il suo film “La donnaccia”. La pellicola alternando toni tragici e di commedia affronta tutti i nodi cruciali del Sud dell’epoca: dall’emigrazione al retaggio delle lotte contadine, dalla condizione femminile alla lenta e sofferta transizione da un mondo contadino arcaico ad una modernità parziale. La ricostruzione post-terremoto però non si era posta né il problema della conservazione né quello del riuso: si è proceduto con valutazioni prettamente pratico-economiche imposte da una legge dello Stato che ha premiato la sostituzione anziché il recupero; ne sono scaturiti ibridi che oggi necessitano di un restauro urbano per poter ancora rileggere la stratificazione e ove possibile la ricchezza costruttiva di un tempo. Per tale motivo il paese ha perso la sua antica identità di paese rurale, che era stata così efficacemente fissata dal film neorealista. Fortunatamente negli ultimi anni il comune di Cairano si è notevolmente sensibilizzato verso questo problema e sta portando avanti un piano di restauro architettonico-urbanistico per la salvaguardia del proprio patrimonio. Il comune ha infatti capito che la dimensione urbana è specchio più ampio della dimensione sociale della comunità stessa, e che per contrastare il fenomeno di impoverimento sociale e di svuotamento che sta colpendo i piccoli paesi dell’Italia, è necessario, anzi indispensabile, un programma di intervento e di rilancio per il paese.