L’ANTICO VILLAGGIO
Maggio 21, 2009
Ai tempi dell’autonomo insediamento degli Hirpini nella regione, il monte di Cairano costituiva un fortilizio naturale non trascurabile per la difesa degli abitanti del luogo e delle campagne vicine.
A forma piramidale rettangolare tronca, bagnata alla base, su due lati, dal torrente Orato e dall’Ofanto, esso dovette apparire a quelle popolazioni arretrate, per la sua alta vetta, inaccessibile da più parti, un Nume tutelare ammantato di verde.
Dallo stradale delle antiche grotte, adattate poi a cantine, si poteva contemplare il paesaggio sottostante col laghetto in tutta l’ampiezza della sua prospettiva, dal quale è derivato il nome “ripa”, che ne costituiva la riva nord, e della contrada stessa.
Fin dell’età del Neolitico, l’uomo che aveva imparato a coprirsi il corpo con rozze pelli, a utilizzare il fuoco per cuocere ceramiche e fabbricare armi, sente, nella ricerca di una dimora stabile, la necessità di costruirsi un ricovero per difendersi dai pericoli della notte, e, nei momenti dolorosi, per implorare, in solitudine, salvezza e protezione dai Numi.
Sorsero le prime capanne.
Gli antichi Sanniti abitavano villaggi o casali solitamente formati di semplici capanni di forma rotonda, sostenuti da un’armatura di pali, con pareti cilindriche o coniche.
Nelle zone di confine con gli Etruschi se ne rizzavano anche di rettangolari, con i tetti a due spioventi di paglia o di fogliame, a somiglianza dei pagliai (nel significato dialettale della parola), che incontriamo nelle nostre campagne.
Ogni villaggio – detto “vicus” dai latini – comprendeva un gruppo di famiglie unite da vincoli di sangue, con tante capanne, quanti erano i nuclei familiari che formavano la parentela.
Questo stadio di vita sociale sopravviveva ancora nell’Hirpinia al tempo della conquista romana. Tito Livio riferisce che “in montibus vicatim abitantes”, e i duci romani, inferendo contro quelle popolazioni, si aggiravano “per agros vicatim circum ferentes bellum”.
Nell’ubicazione dei villaggi, la scelta dei luoghi era subordinata a esigenze varie. Condizione prima, la vicinanza ai migliori pascoli e alle terre più generose; nelle zone aride la presenza di una sorgente poteva essere fattore determinante; in quelle paludose e malsane si cercava un altura com’è ovvio. Le tribù bellicose preferivano i monti per potersi più efficacemente difendere, per dominare le campagne e controllare i movimenti dei nemici.
Alla scelta specifica del monte di Cairano concorsero gli innegabili vantaggi che esso offriva per soddisfare le necessità di una società agro-pastorale e alla relativa difesa.
da:
“La roccaforte di Cairano dalle origini
al 1860, sullo sfondo storico
dell’Irpinia e del Meridione”.
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1.
Francesca | Maggio 24, 2009 at 20:21
Oggi per la prima volta nella mia vita sono stata a Cairano. Ho camminato a lungo, mentre percorrevo le sue stradine di sassi, ho incontrato molte persone, ma una in particolare, straordinaria, fuori dal comune: Antonio! Sembrava un “Angelo”. Antonio mi ha raccontato un po’ la sua storia, che vive qui da molti anni, ma è nato e cresciuto a Milano. Mi fatto scoprire angoli di Cairano forse inimmaginabili. Sono stata con lui sino al tramonto. Bellissimo vedere il sole oltre le vette che scompare verso il mare. Antonio mi ha raccontato in modo speciale la storia di Cairano, con i suoi problemi, i suoi difetti, del grande evento “Cairano7x”, che si svolgerà sempre a Cairano nell’ultima settimana di giugno, e mentre raccontava tutto ciò, gli luccicavano gli occhi e lasciavano trasparire tutto il suo amore per questo paese. Avrei voluto rimane ancora, ma ormai si era fatto tardi e a malincuore sono dovuta andare via. Ho promesso ad Antonio che sarei ritornata molto presto.
Ps. Mi ero dimenticata di dire che, Antonio mi ha offerto dei biscotti buonissimi, veramente speciali! Mai mangiati così in vita mia!