XXV Edizione 2009 PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA BERGAMO
Aprile 16, 2009
“Vento forte tra Lacedonia e Candela”
finalista della:
XXV Edizione PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA BERGAMO
“Almeno un quarto dei paesi italiani è gravemente malato. È una malattia nuovissima. Di cosa si tratta? Di desolazione. Per secoli o forse millenni i paesi sono stati poveri ma, anche se modesta, la vita che si svolgeva un tempo era piena. Ogni persona stava nel suo paese come un pesce dentro al lago. Adesso pare che tutti stiano in un secchio rotto. Si vive con poca acqua e con la sensazione che nessuno sappia come conservare la poca che rimane. Chi visita i paesi d’estate o la domenica ne cattura un’impressione del tutto illusoria: il piacere del silenzio, del buon cibo, aria buona. Tutto questo è solo una facciata, una realtà apparente che nasconde un’inerzia acida, un tempo vissuto senza letizia. D’altra parte, “uno arriva e ferma la macchina in piazza. Guarda qualcuno vicino al bar o sulle panchine. Guarda una vecchia che va a fare la spesa, un cane disteso al sole, guarda porte chiuse, guarda la propria macchina e capisce che lo strumento per la fuga è a portata di mano. Basta una mezz’oretta di curve e si torna al mondo gremito, il mondo che si muove.” Se i sani scappano lontano, nel paese restano i malati. Può essere depressione, può essere disagio, può essere la smania velleitaria fai nulla e di non poter arrivare da nessuna parte.”
scarica l’intervista con l’autore:
http://www.premiobg.it/premio/2009/finalisti_video.htm
“Franco Arminio è un poeta. Vive a Bisaccia nell’Irpinia d’Oriente, zona montuosa. Va in giro, frequenta i paesi, parla con la gente, torna a casa e scrive. Si è nominato da qualche anno esperto in “paesologia”, disciplina inesistente ma assolutamente necessaria. Ha anche pubblicato alcuni libri, tra cui un resoconto sulla zona del terremoto, Viaggio nel cratere, uscito qualche anno fa. Un libro straordinario. Ma ancor più bello è questo ultimo, Vento forte tra Lacedonia e Candela, uscito nell’innovativa collana di Laterza, “Contromano”. Arminio se ne esce ogni giorno e va a visitare, o più spesso a rivisitare, una serie di piccoli borghi compresi in quella sella montuosa che si trova tra Campania, Basilicata, Puglia e Molise. Da questi pellegrinaggi dell’anima scaturiscono brevi prose di grande intensità, e insieme ironiche, sarcastiche, malinconiche. Il ritratto di un’Italia assente dai teleschermi e dalle cronache dei giornali, eppure presentissima nella vita di molti. I piccoli paesi, i minuscoli paesi tra l’Appennino e il mare, dalla Liguria sino alla Calabria, s’assomigliano tutti o quasi, nonostante le differenze di lingua, costumi, modi di dire e di vivere. Sono luoghi dell’abbandono e dello smarrimento. Vivono di se stessi, della memoria e soprattutto dell’oblio. Arminio con una prosa esatta e cruda li fotografa, e nell’istantanea di parole che scatta, di solito nell’arco di due o tre pagine, include se stesso: è sempre dentro il riquadro mai fuori. Patisce in prima persona questa Italia minima e minore che è il paese da cui proveniamo e verso cui, nonostante le grandi città, le metropoli diffuse, andiamo noi tutti. Anzi, questa Italia è l’esatto rovescio dei non-luoghi che abitiamo ogni giorni di più: luoghi vuoti, dimenticati, assurdi. Un libro splendido che dice tutto e di più sulla nostra umanità residuale.”
Marco Belpoliti, L’Espresso 12 dicembre 2008
Franco Arminio , “Vento forte tra Lacedonia e Candela “
Laterza 2008, pp. 202, € 10,00
Scheda tecnica a cura dell’Associazione Premio Nazionale di Narrativa Bergamo
http://www.premiobg.it/index.htm
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