PERSONIFICAZIONE DI ANIMALI DA CORTILE A CAIRANO
Marzo 12, 2009
Il vecchio gallo quel giorno era proprio di cattivo umore; passeggiava nervosamente per il cortile, beccando di malagrazia qualche vermicello. Le cose nel pollaio non andavano bene: il nuovo arrivato quel galletto, si pavoneggiava di fronte alle galline mostrando le belle penne colorate e la cresta di un rosso vivo; e quelle stupidine sembravano essersi dimenticate di lui, che per oltre un anno, era stato padrone incontrastato del pollaio. Fra queste riflessioni, egli giunse al truogolo e, scorgendo la propria immagine riflessa nell’acqua si mise a specchiarsi. “In fondo sono ancora un bel gallo: le mie penne sono lucide ed il becco sempre forte. Ho fatto male ad arrabbiarmi; alla prossima occasione, farò vedere a quell’insolente chi è il più forte”. Stava così pensando quando si sentì interpellare da una voce rude: “togliti di lì. Non vedi che devo bere?”. “Ma chi è?” pensò e voltandosi, vide il maiale Pancio che gli si era avvicinato con fare minaccioso. Di fronte a quel colosso non poté fare a meno di scappare, e confidando nella sua maggiore agilità si pose a distanza di sicurezza e gridò: “Maleducato che non sei altro, se non fosse, che ho un affare urgente da sbrigare, ti darei una bella lezione”. “Ma va la microbo”, gli grufolò l’altro, e prese ad inghiottire rumorosamente l’acqua. Di nuovo arrabbiato, il vecchio gallo pensò di vendicarsi del maiale Pancio e, conoscendo l’antipatia che i suoi compagni avevano per lui, saltellò su un aratro e si mise a gridare a squarciagola: “Accorrete, accorrete! Pancio si sta bevendo tutta l’acqua”. Purtroppo la sua voce non era più forte come quella di un tempo, e l’unico ad accorrere fu proprio lui Pancio, che mise a caricare a testa bassa l’aratro. Spaventato egli, svolazzò in un altro lato del cortile, e sfortuna volle andasse a sbattere contro l’oca Palmierina. “Ma che cosa hai? Disse Palmierina; non riesci più a vedere, dove metti i piedi? Si vede proprio che stai invecchiando”. Il povero gallo a sentirsi rivoltare il coltello nella piaga, fu così indispettito che si mise a gridare: “Oca! Ocaccia! Stai zitta; io se fossi in te, mi vergognerei. Lo sai che gli uomini per indicare una persona stupida, dicono che è un’oca?” Detto ciò, egli dovette scappare di gran corsa per evitare l’ira di Palmierina. Fu così che s’imbatté nel cane Turoldo, decrepito, spelacchiato e sdentato, il quale aveva assistito all’intera scena. Turoldo sollevo una zampa e disse “ Da’ retta a me gallo: mettiti il cuore in pace; ormai tu sei vecchio. Ti conviene rassegnarti. Guarda come faccio io…”. E si addormentò.
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1.
Clotilde | Aprile 11, 2009 at 16:28
Non dirmi che anche tu ti sei addormentato come il gallo…
Auguri di buona pasqua
Clotilde
2.
antonioluongo | Aprile 12, 2009 at 18:43
Dai, mi sono solo appisolato un po’ ma fra poco mi risveglio.
Clotilde, auguri anche a te.
3.
Clotilde | Aprile 13, 2009 at 19:05
Antonio, grazie anche per il sorriso che mi hai regalato: capisco molto bene cosa significhi “andare a letto lunedì sera e risvegliarsi che è già venerdì”. Il blog, come lo concepisco io, è un trastullo; se deve diventare lavoro anche quello…
Allora, buon risveglio di primavera!
4.
antonioluongo | Aprile 14, 2009 at 19:25
Grazie Clotilde per un attimo avevo pensato di essere invecchiato come il gallo. Il blog è un trastullo certo, per me anche un amore spudorato per Cairano.