LA FESTA DELL’ARIA
Luglio 23, 2008
Testo di Rino Colacione – Musica di Mauro Becattini
Uomini nella memoria dei o solo eroi
a inseguire il sogno di volare
Uomini d’ingegno a scoprire che si può
La natura ha fatto un grave errore
Ha negato grandi ali e dato limiti
perché a lei non fossimo troppo simili…
COGLI L’ATTIMO E SEGUI DEL VENTO LA SCIA
SEI GABBIANO NEL CIELO NON E’ FANTASIA
NELLA PACE RESPIRI ASSOLUTA LIBERTA’
CHE NEL VUOTO TI COLMA L’ANIMA D’IMMENSITA’
Senti della terra il respiro sale su
tutto in un abbraccio d’aria è il senso
sguardi a scovare spazi di profondità
prospettive nuove del silenzio.
Fugge il tempo e nella mente tua non sa imprimere
l’energia che dona il volo ti fa sorridere…
Al termine del volo quando i vostri piedi carezzeranno
nuovamente la terra …
guarderete con la nostalgia nel cuore il cielo…
là siete stati e là vorrete tornare!
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1.
Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni | Luglio 24, 2008 at 07:40
Il Libro L’Aquila e il Gabbiano di Elena Sica edito da Di Renzo è un è una delle opere più belle fra quelle nate dal mito di Sissi.
Uno dei luoghi prediletti d’incontro di Ludwig e Sissi era la Roseninsel “isola delle rose”…(un pò come Cairano l’isola che non c’è….), situata nel lago di Starnberg, a sud di Monaco.
I due erano anche soliti lasciarsi delle lettere e delle poesie nel villino pompeiano, tra cui la celebre “Saluto dal mare del Nord”,…. (cosi saluto il mare di Cairano anch’io ed il bellssimo evento di domenica …)… dove Elisabetta ricorda con nostalgia la piacevole gita in barca del 1881 sul lago di Starnberg (….anchè a Cairano c’è un laghetto-diga artificiale) nella quale il suo servo Rustimo intonò, accompagnandosi con la chitarra, alcune canzoni popolari esotiche per i due rampolli reali.
Riporto qui un omaggio al vostro evento da un unomo di mare:
“Aquila, a te lassù sulle montagne”
Manda il gabbiano del mare
Un saluto dall’onda spumosa
Verso le nevi eterne.
Una volta ci siamo incontrati
Secoli e secoli fa
Sullo specchio del lago più bello,
Al tempo che fiorivano le rose.
Silenziosi volammo l’uno accanto all’altro
Immersi nella quiete più profonda
Soltanto un negro cantava al tempo stesso
Sulla piccola barca le sue canzoni.
La poesia viene lasciata da Sissi nell’Isola delle rose nel giugno 1885. Ludwig la trova in settembre e le risponde con questi versi:
Al nido dell’aquila, dalla remota spiaggia,
E’ arrivato il saluto del gabbiano,
Portando con lieve battito d’ali
Il ricordo dei tempi lontani,
Quando insieme visitavano le rive
Immerse nel profumo delle rose,
E in un arco superbo, salutando,
Si passavano accanto.
Verso la cima del monte l’Aquila fa ritorno
E il gabbiano della spiaggia del Nord ringrazia
Inviando con il fruscio delle sue ali
Un gioioso saluto sullo specchio del mare.
Uacc Uaa
Nanosecondo
P.S. Posso portare il mio acquilone, non so volare ancora con il parapendio.
2.
antonioluongo | Luglio 25, 2008 at 21:42
Caro Enzo,
nel libro da te segnalato,
a me sembra che i fatti e i personaggi
tratti dalla realtà storica, sono trasfigurati
dalle esigenze del romanzo e dalla fantasia dell’autore.
E, in ogni caso, l’importanza di questa distinzione è minima.
Interessanti gli accostamenti con ‘”isola che non c’è.
Alla “festa dell’aria”, puo portare il tuo aquilone, anche il triciclo,
dieci lecca-lecca, una paperella, soprattutto la tua moto del tempo.
ant.